C’è un momento nella vita di ognuno in cui ci si ferma a osservare il proprio percorso da un’altra prospettiva.
Per me quel momento è arrivato con una notizia che desidero condividere con voi: sono stata scelta tra i 50 protagonisti del libro “Game Changers – Uomini e Donne che cambiano il sud, intervistata da Fabio Mollica, fondatore e direttore di Amazing Puglia
Il libro raccoglie le storie di professionisti che stanno contribuendo a trasformare il futuro del sud. Far parte di questo progetto non è solo un onore ed orgoglio personale ma un’occasione per raccontarvi più nel profondo la visione del mio lavoro di interior designer.
Ogni idea che condivido, ogni progetto che presento, nasce dal desiderio di creare connessioni autentiche. Penso che un progetto funzioni veramente quando interior designer e cliente condividono in maniera spontanea ciò che li emoziona davvero.
Il mio metodo IBE raccontato in Game Changers : l’unione tra interior design, brand ed esperienza
Nel libro viene raccontato il cuore del mio approccio progettuale: il Metodo IBE – Interior + Brand + Experience, nato per unire tre dimensioni che considero inseparabili.
In ogni progetto HoReCa che realizzo lavoro su tre livelli:
- Interior: lo spazio fisico, la funzionalità, l’identità visiva.
- Brand: la storia del locale, i valori, il posizionamento.
- Experience: ciò che il cliente vive, ricorda e porta con sé.
Il mio obiettivo è creare ambienti che siano più di semplici luoghi, spazi narrativi capaci di raccontare l’identità di chi li ha fondati, diventando veri strumenti di marketing e posizionamento.
Trasformazione: la parola che guida il mio percorso nell’interior design
Se dovessi scegliere una parola per descrivere me stessa e il mio percorso, sarebbe questa: trasformazione.
È ciò che cerco di portare in ogni progetto e ciò che guida la mia evoluzione personale.
Trasformare significa dare valore:
valore a uno spazio, a un brand, a un’esperienza, che spesso vuol dire eliminare il superfluo per far emergere ciò che è veramente essenziale.
Rendere spazi più autentici, più riconoscibili, più capaci di generare emozione e impatto.
Nel libro racconto anche come il mio percorso lavorativo sia iniziato a Milano, proseguito a Bologna e poi in Puglia, dove ho fondato il mio studio.
Qui ho costruito un metodo, un team e un modello organizzativo basato su pacchetti chiari, trasparenti e facilmente comprensibili anche per chi non è del settore.
Cosa significa il successo per me
Nel libro c’è una domanda semplice ma solo in apparenza: “Cos’è il successo per lei?”
Per me, il successo si articola su due livelli. Se guardo al cliente horeca con cui lavoro significa offrire spazi che non solo funzionano, ma generano valore, portando clienti, costruendo quindi un brand forte.
Invece se osservo il successo mio personale, è sapere che i miei progetti hanno un impatto reale e duraturo. Per questo motivo, mi auguro sempre che uno spazio migliori la vita quotidiana delle persone, che un brand guadagni forza e riconoscibilità, e che un’azienda possa trovare in una collezione disegnata una nuova opportunità di mercato.
Successo, quindi, non è solo “fare un bel progetto”, ma creare qualcosa che continua a lavorare nel tempo per chi lo vive e per chi lo ha scelto.
Nel mio lavoro ogni limite diventa un trampolino per la creatività
Questo è il mio motto, e non è solo una frase, è un modo di affrontare ogni lavoro.
Un budget limitato o uno spazio complicato non li vedo come ostacoli, ma occasioni per trovare soluzioni nuove e originali
I progetti più interessanti della mia carriera sono nati proprio così: da un limite trasformato in idea e poi in progetto.
Cosa rappresenta per me essere parte di “Game Changers”
Essere inclusa in “Game Changers 2025” non significa semplicemente apparire in un libro. Ma il riconoscimento dell’impegno che metto nel mio lavoro e la consapevolezza che il mio contributo, seppur piccolo che sia, sta aiutando a diffondere una nuova cultura del design in Puglia: più strategica, più consapevole, più integrata.
E questo risultato non è solo mio.
Ritengo che sia anche di chi ha scelto il mio studio per i propri spazi, di chi ha creduto nel Metodo IBE quando era ancora un’intuizione, di chi lavora al mio fianco ogni giorno e di questa community che sostiene, ispira e rende possibile ciò che faccio.
A tutti voi: grazie.
Il bello di un percorso non è mai il traguardo, ma il viaggio che facciamo insieme ogni singolo giorno.
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