Sono un’interior designer , formata presso l’università italiana più conosciuta al mondo: lo IED di Milano.

Sono specializzata in interni domestici e pratico questa professione dal 2009.


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Silvia Orlandi

Lo stile japandi, trend di design di interni del passato 2020, ha il pregio di fondere lo stile giapponese e quello scandinavo

Quando tra due stili c’è attrazione su più comuni denominatori, di lì allo scoccare della scintilla il passo è breve, e nasce l’ibrido: così è nato lo stile japandi, che deve il suo nome alla fusione delle parole “Japan” e “Scandi”, esattamente come risultato della fusione dei rispettivi stili.

Chi ormai pensava, infatti, che lo stile nordico, o scandinavo (o meglio ancora: scandi, per i più fanatici), fosse ormai sul viale del tramonto, quest’anno si è dovuto ricredere: si è rinnovato passando per una contaminazione del tutto logica, attraverso il trend d’arredamento etnico più vicino ad esso al mondo, lo stile giapponese.

Cos’hanno in comune? Semplice, il minimalismo come filosofia di vita (e quindi degli spazi) al contempo sofisticato.

Arredare col pensiero Wabi-Sabi: la bellezza nell’imperfezione dello stile japandi

Wabi-sabi, la bellezza nell’imperfezione, è un concetto giapponese che nasce dalla fusione delle due parole wabi, bellezza casuale, e sabi, bellezza dovuta al passare del tempo: insieme costituiscono un canone estetico che vede nella transitorietà e nell’imperfezione gli elementi, per così dire, perfetti della bellezza.

Gli oggetti wabi-sabi saranno quindi caratterizzati dall’essere grezzi, semplici, asimmetrici, con un allure rustico e dalle linee non più squadrate e razionali, bensì casuali dovute alla naturalezza dei materiali: un piano o una mensola in legno grezzo, delineato nei suoi confini naturali, rende bene l’idea di un arredo wabi-sabi, focus dello stile japandi.

 

Come arredare un interior japandi: la scelta dei colori

In onore ai rispettivi padri, lo stile d’arredamento japandi predilige colori non saturi e luminosi affiancati dalle sfumature del legno naturale, spesso declinato in oggetti e complementi d’arredo wabi-sabi. Rientrano bene in una palette japandi anche i colori pastello, come ad esempio il menta, il rosa pastello, l’avorio, ma anche il verde smeraldo, il grigio e il bianco.

Particolare rilievo hanno i dettagli neri, importanti nel catturare lo sguardo, ed il metallo color oro, rifinitura di pregio in strutture o complementi d’arredo che illumina e impreziosisce come nel kintsugi (pratica giapponese che consiste nel riparare con l’oro oggetti in ceramica frantumati, simbolica del concetto di “riparazione di cose rotte con pregio”).

Il bianco però domina senza ombra di dubbio: il colore della purezza e della semplicità.

Japandi design, guida ai materiali d’arredo: tessuti naturali, legno, ceramica e vetro

Questo stile giapponese scandinavo, come predetto dalla filosofia del wabi-sabi, è reso alla perfezione da materiali naturali e grezzi come tessuti quali il cotone, la juta, il raso e l’orientalissima seta; ovviamente, trova ampio spazio anche il legno, nelle sue tonalità più calde in grado di creare atmosfera e rendere l’ambiente accogliente.

In un interior japandi la natura entra in casa grazie all’utilizzo delle piante: preferibilmente con foglie grandi, mini jungla che deve sempre mantenere di fondo quel caos razionale proprio tanto della cultura giapponese quanto di quella scandinava, le piante e i complementi d’arredo floreali e dintorni sono la quintessenza del wabi-sabi. Non è raro che ricorrano anche nelle fantasie di complementi tessili o carte da parati.

Ceramiche fatte a mano (meglio ancora se con “ferite” kintsugi) e oggetti decorativi in vetro fanno bella mostra di sé sui piani in vista; il vetro torna anche nei separè o elementi di definizione degli spazi, essendo la sintesi perfetta tra la necessità del minimalismo e l’eleganza.

 

Il segreto per arredare japandi: la luce naturale

L’ho detto molte volte: il segreto per creare la giusta atmosfera in un ambiente è la luce naturale della stanza. Ecco, nello stile japandi questo è ancor più vero: la bellezza naturale degli arredi e l’essenzialità elegante delle forme sono semplicemente esaltate da una piena e vivida luce naturale.

Per questo è bene che vi siano ampie finestre e fonti di illuminazione che permettano alla luce naturale del sole di accendere gli interni di “luce propria”; altresì importante, quindi, sarà non oscurarle con pesanti tendaggi: tende leggere e minimali saranno perfettamente in linea col resto dell’arredamento di interni, e una tinta unita della palette in toni neutri, o sul bianco, renderà perfetto l’insieme.

 

Ora sai tutto ciò che ti occorre per rinnovare il tuo arredamento e farlo rivivere in uno stile di interior japandi: se la bellezza eterea e materiale di questo stile ha entusiasmato anche te, lasciami la tua impressione in un commento sui miei canali social, la pagina Facebook Studio Design Silvia Orlandi e il profilo Instagram @studiosilviaorlandi, e condividi l’articolo.

 

Hai qualche dubbio? Qualcosa non ti è chiaro? Vuoi un consiglio su come rinnovare in japandi il tuo spazio? Chiedimelo nei commenti o in risposta alle mie Stories!

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