Sono un’interior designer , formata presso l’università italiana più conosciuta al mondo: lo IED di Milano.

Sono specializzata in interni domestici e pratico questa professione dal 2009.


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Silvia Orlandi

Qual è il segreto di bistrot, bar, birrerie, ristoranti e strutture Horeca di successo? Concept, metodo IBE e attenzione ai dettagli

Se sei un imprenditore impegnato nel mondo HORECA (acronimo di hotellerie-restaurant-cafè) e hai deciso di ristrutturare la tua struttura di business o costruirla da zero dovresti leggere questo articolo che, ti prometto, ti aiuterà a far chiarezza e a conoscere le carte vincenti della partita tra te e il mercato.

1. Idee per un business Horeca: il concetto di partenza è tutto

Progettare un ristorante o un locale Horeca senza aver prima concepito un’idea forte, per la mia esperienza come progettista, è un po’ come giocare d’azzardo: ti può andare bene o meno.

In linea generale progettare (il termine stesso vuol dire “gettare avanti”) presuppone che tu riesca a intravedere il futuro, attraverso un’accurata ricerca.

Concept VOYA

Studio BRIEF – VOYA

I dettagli progettuali sono quelli che fanno la differenza tra un ristorante, una pizzeria, un bistrot, un bar di successo e tutti gli altri: questi dettagli sono generati dall’idea forte (il concept) che a sua volta è generata da una serie di punti che si uniscono. L’idea d’origine, cioè, genera una serie di decisioni di stile, di disposizione, di orientamento servizi-cucina-sala, di illuminazione, di studio cromatico e molto altro ancora.

2. Lo stile giusto esalta il luogo quanto un bel rossetto il volto di una donna

Coordinare gli elementi stilistici è la parola d’ordine: tutto ma proprio tutto va coordinato, dalla forchetta al calzino dello chef! Lo stile di un ristorante Horeca o altra struttura è l’insieme di elementi grafici e cromatici che concorrono insieme a costruire un’armonia tra le cose. Quando in un posto tutto è coordinato, c’è un filo logico tra le cose e nulla stride, sicuramente dietro quella realizzazione c’è uno studio approfondito. Ogni arredo, lampada, materiale rientra in un grande macrosistema che il progettista d’interni ha generato come un regista per attrarre più clienti.

Nella fase iniziale c’è molta confusione e non sai da dove partire. È capitato anche a te? In studio per noi è la norma creare moodboard (tavole di stile) quindi una presentazione che contiene tutti gli elementi fondamentali del progetto prima di iniziare a progettare.

3. Gli indizi creano curiosità, e la curiosità attira clienti: come vincere nel mondo ho.re.ca

Progetto come se creassi un rebus: siamo tutti attratti da parole crociate e giochini di completamento, per questo mantenere alta la voglia di scoprire è un’ottima strategia di progettazione di un ambiente horeca

L’ambiente contiene spesso oggetti, decorazioni, arredi che io chiamo “indizi” proprio perché ti portano a scoprire cosa si nasconde dietro il progetto, qual è la storia che racconta. Tali elementi fanno sì che la visione dello spazio sia interattiva e non passiva: il tuo cliente osserva il luogo e tenta di scoprire di volta in volta cosa nasconde, cosa vuol trasmettergli e questo attiva la sua curiosità. Sai che poi tornerà nuovamente da te?

DETTAGLIO PROGETTO SAVè – Silvia Orlandi

4. Comfort horeca: la comodità delle sedute è fondamentale

A proposito di dettagli (che poi così “dettagli” non sono) un bel ristorante che ha sedute scomode sarà sicuramente meno frequentato rispetto ad un suo pari che ha investito in sedie e poltrone di medio-alta qualità. La risposta è banale ma “risiede” in un concetto: mangiare un pasto è come guidare una decappottabile, guideresti mai una Maserati seduto su poltrone in plastica?

SEDUTA BEETLE – GUTI

 

Progettare un horeca vincente: il mio metodo e il sistema integrato IBE ©

Interior Design, Brand identity e Experience: la triade delle meraviglie per un progetto horeca

Creare locali innovativi è sempre stata una mia prerogativa: infatti nel 2017 ho ricevuto un premio dall’ente fiera HOST MILANO per aver creato un nuovo concept di ristorazione non convenzionale (COC) in cui l’utente cucinava su postazioni singole e aveva uno chef che lo guidava, per cui sala e cucina consistevano in un singolo modulo. 

Vincitore tra i 10 designer internazionali COC- co-cooking station – Silvia Orlandi ©

COC- co-cooking station – Silvia Orlandi ©

Per creare un ristorante vincente tutto parte da un concept generale (come la chiamo io: l’IDEA MADRE) che è il big bang di un sistema ad insiemi intersecanti: interior design, brand identity, experience.

Il mio metodo IBE © Silvia Orlandi

Interior design + Brand identity + experience= horeca concept 

L’INTERIOR DESIGN conterrà tutte le informazioni di composizione architettonica, stile, colori, distribuzione di arredi, attrezzature. 

Quindi verrà studiato, ideato e coordinato al BRAND IDENTITY, vale a dire naming, slogan, logo, vision e mission, packaging. Tra i due macro ambiti, ne verrà fuori un’intersezione: l’immagine coordinata, ovvero l’unione della ricerca d’interior design e di brand (il logo, per esempio, che richiama l’interno e viceversa), un rimando di riferimenti speculari che ruotano intorno al concept.

Experience + Interior Design = design su misura dell’esperienza del cliente (che tornerà, sicuro)

L’EXPERIENCE, ovvero per la precisione “user experience”, è invece la pianificazione di tutto quello che l’utente finale proverà, penserà, affronterà, ricorderà di un determinato locale. Si tratta perciò di progettare un’esperienza ho.re.ca culinaria\emozionale che l’utente potrà vivere. Il campo di intersezione tra l’EXPERIENCE e l’INTERIOR è il design sartoriale, su misura di arredi o oggetti della ristorazione o della hotellerie che saranno a servizio dell’experience (esperienza). 

Una volta mi è capitato a tal proposito di disegnare un tavolo “social” per VOYA un concept restaurant in cui l’experience consisteva nel cenare di fronte ad uno sconosciuto il quale veniva svelato al rispettivo commensale, portata dopo portata, attraverso la rimozione di pannelli in tessuto posizionati al centro del tavolo. Ti stai chiedendo a cosa ci fossimo ispirati? A film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut”!

tavolo “social” Progetto VOYA – Concept Design di Silvia Orlandi- BARBARA BERMEJO-CARLA JOSEFA ALAGNA- EDUARDO GODINEZ

Progetto VOYA – Concept Design di Silvia Orlandi- BARBARA BERMEJO-CARLA JOSEFA ALAGNA- EDUARDO GODINEZ

Brand + Experience = comunicazione (online e off line)

Per finire, tra l’ambito del BRAND e dell’EXPERIENCE risiede uno studio dedicato alla comunicazione dell’experience e del modo di operare nel ristorante\bistrot ecc. Video emozionali, interattivi, contenuti social, tone of voice, newsletter e influencer marketing sono elementi di comunicazione (e marketing, ovviamente) che fanno parte di questa confluenza. Pensiamo ad esempio a come si presenta un ristorante o hotel con una forte identità di brand: le immagini che usa, il tono di voce dei copy, le emozioni che suscita negli utenti, e l’interazione cercata sui social con loro.

Il menu e la sua identità horeca visiva pagano sempre

Non sono una chef, ma una buongustaia e appassionata di cucina sì. La ricerca passionale e dedicata che affrontano chef come Massimo Bottura, proprietario dell’Osteria Francescana, 3 stelle Michelin, porta ad un solo risultato: l’eternità. I clienti si ricorderanno per sempre del piatto, non solo attraverso la memoria delle papille gustative ma anche dell’emozione visiva provocata in loro. Il suo “Le Cinque stagionature di Parmigiano Reggiano” rappresentano un esempio della memorabilità.

Convinta che l’interior designer debba porsi a fianco dello chef e esternare le proprie idee, Infatti spesso nel concept d’interni propongo un’impiattamento che va a sostenere tutto il design come queste maschere che diventavano cloche nel progetto VOYA la cui idea Madre era il voyeurismo e il mistero.

Proposta di impiattamento per VOYA – Silvia Orlandi

Menu studiato per Voya - Silvia Orlandi

Menu studiato per Voya – Silvia Orlandi

Ecco un chiaro esempio di come un concept design “sincero”, che non sia solo arredo e apparenza ma autentica espressione dello spirito e dei valori dell’attività horeca, paghi sempre.

 

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